Associazione Vecchia Albenga | Albenga per l’Ambra
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Albenga per l’Ambra

Albenga per l’Ambra

Pochi, credo, hanno compreso esattamente i termini del contenzioso che negli ultimi anni ha vivacizzato i pensieri dei gestori, della proprietaria, dell’Amministrazione comunale. Quello che noi capivamo era che ogni Stagione poteva essere l’ultima, ogni programma di spettacolo benefico poteva essere in forse, ogni premiazione di un evento del Liceo poteva essere annullato. Panico, ma non troppo, visto che poi la stagione teatrale ricominciava e ogni appuntamento musicale, ludico, celebrativo era puntualmente effettuato.

Poi improvvisamente, per noi che nel frattempo ci eravamo occupati di altro, giunge un grido: l’Ambra non sarà un supermercato! Si, però bisogna renderlo un teatro adesso. Le nuove normative ma anche le vecchie abitudini vanno rispettate: i bagni adeguati anche per i disabili ma anche camerini decenti per gli attori. Era un cinema, ricordiamolo. Si, lo so che lo ricordate. Inferno di Cristallo, Guerre stellari, l’Esorcista, la Febbre del sabato sera…lo so che lo ricordate.

Si fumava ai tempi (durante Inferno di cristallo uno che accese la sigaretta rischiò le botte per lo spavento dei vicini di poltrona) ma la pipì si portava a casa. Adesso non si può più fumare ma la pipì bisogna poterla lasciare lì. E adeguatamente. Inoltre, negli anni, sono aumentate le Compagnie teatrali amatoriali locali. Non bastano più il Sacro Cuore o le Opere parrocchiali. L’Ambra è l’Ambra. Ma chiunque abbia avuto l’onore di salire su quel palco, inclinato al punto giusto, ha anche vissuto l’avventura di scendere la scala del camerino, inclinata in modo esagerato. Mettere a posto, ammodernare, allargare, sdoppiare, scaldare in inverno e rinfrescare d’estate, razionalizzare, pagare. Sale il secondo grido: dato che non sarà un supermercato privato aiutateci a pagare i lavori! E ma uffa: per anni abbiamo pagato biglietti anche senza essere presenti agli spettacoli, giusto perché magari erano per beneficenza. Ma sempre noi dobbiamo pagare? Ma uffa! Vabbè però…in fondo… E al sussurro: “facciamo uno spettacolo di beneficenza, questa volta per l’Ambra” tutti accorrono e contribuiscono.

E privati, Enti, Associazioni ancora una volta dimostrano che Albenga è ligure solo a parole. Forse perché c’è uno spettacolo da vedere? Si, anche quello. Sapere che artisti non locali sostengono la causa, e qualcuno contribuisce pure in pecunia, dà un bell’esempio. Lo spettacolo è carino, semplice, un po’ come quelli parrocchiali solo che gli artisti, lassù sul pavimento inclinato, sono veri e famosi. Tra l’altro il presentatore è di Alassio, vedi mai che anche i cugini di oltre Punta Murena siano interessati ad avere un teatro in zona.

Tutti bravi, tutti calorosi anche quando non funziona la tecnica o l’ansia fa fare un errore. In questi casi gli applausi sono più lunghi e forti. Perché se una cosa è da sostenere gli albenganesi la sostengono!
Sandra Berriolo