Associazione Vecchia Albenga | Fior d’Albenga … ma non solo
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Fior d’Albenga … ma non solo

Fior d’Albenga … ma non solo

Contemporaneamente alla classica “Fior d’Albenga” manifestazione clou della primavera albenganese, che si è svolta dal 25 marzo al 29 aprile. Il comitato promotore ha pensato, di inserire nel contesto delle aiuole infiorate nel centro storico della città, il concorso “Aiuola da Favola”, idea azzeccata bravi, è stata proprio un’iniziativa da favola. Con un invito a diverse associazioni e/o comuni di partecipare a questo concorso tema: le favole della nostra giovinezza.

In 11 hanno risposto all’appello: il comitato di piazza Trincheri con la fiaba de la Cicala e la Formica; i viticoltori dell’associazione “Vite in Riviera” con Il Cervo e la Vite; il Garden Service di Giuliano Michelini e la scuola per l’infanzia di Ceriale con Cappuccetto Rosso; il comune di Andora con Pollicino; Davide Michelini dei Vivai Michelini con la favola di Cenerentola; il Progetto 8 (il bar dei giardinetti) altra favola di Cenerentola; l’Istituto Agrario con la Sirenetta; Alassio con la Bella Addormentata nel Bosco; a “Veggia Arbenga” con Biancaneve e i sette nani; i commercianti di Largo Doria con il brutto Anatroccolo; e Paolo Anselmo con Nemo e il suo viaggio. A questi undici soggetti si sono aggiunti, fuori concorso: l’associazione Palio Storico di albenga, il Civ, il comune di Cisano, l’associazione Artemisia Gentileschi, il Frantoio Sommariva e ovviamente l’associazione “Fior d’Albenga” in piazza San Michele con la fiaba di Pinocchio. Un’apposita giuria ha emesso la seguente graduatoria: 1° premio a: “Progetto 8” con la favola di Cenerentola; 2° premio a “l’Istituto Agrario con la favola la Sirenetta; 3° premio il “comitato di piazza Trincheri” con la fiaba la Cicala e la Formica. Le aiuole delle 11 associazioni concorrenti più le 6 fuori concorso, erano molto belle e bene interpretate.

Agli occhi dei numerosi visitatori, turisti, albenganesi e non, sono state un vera sorpresa, pane per le fotocamere, videocamere e selfie in pose familiari, gioie e malumori per i più piccoli che volevano allungare i tempi per poter ammirare ancora le favole più interessanti. La manifestazione congiunta è stata talmente apprezzata che l’amministrazione comunale ha pensato bene di spostare la chiusura al 1° di maggio, un plauso da parte di tutti per la brillante idea. Gli esecutori (anche noi) di queste favole/aiuole, hanno lavorato parecchio e sodo per essere all’altezza dell’impegno preso, impegno che apprezziamo parecchio ognuno con le proprie idee e possibilità.

Quello che ci ha lasciato noi della “Vecchia Albenga” un po’ perplessi, (cittadini e soci), è stata la classificazione delle opere da parte dei giudici, non è assolutamente un disconoscimento delle opere altrui, ma consentiteci di essere un po’ partigiani. Da un’idea di Teresa e Ugo, “Biancaneve e i sette nani” una favola bellissima, come le altre. La nostra aiuola è stata valutata semplicemente perché rappresentava “Biancaneve e i sette Nani” ma non per la completezza di quanto esposto.

Al di là dei bordi fioriti, attorno all’abitazione, un tipico rampicante alla porta, viole di bosco, pratoline ecc. che erano in sintonia con una casupola immersa nel bosco, bosco ben rappresentato dall’alberatura sul retro, le tendine civettuole, le fioriere alla finestra, evidentemente vi era una mano femminile appunto Biancaneve, le scarpette dei sette nani, sporche di fango fuori dalla porta come deve essere, i caratteristici berretti di panno, intrisi di sudore dopo una giornata di lavoro, lavati e stesi fuori ad asciugare su di un grazioso cancelletto, le lanterne necessarie per il lavoro in cava, il lindo vialetto bianco e per ultimo la buca per le lettere. A nostro avviso sono stati i particolari che non sono stati notati da chi era preposto.

Chiediamo scusa per la partigianeria, ma la pensiamo così. Comunque complimenti per l’iniziativa, agli organizzatori, all’assessorato al turismo, Albenga, già di per sè bella così com’era, è risultata ancora più bella.

tino pilot